mercoledì 30 marzo 2016

Assistenza Fiscale 730/2016 - redditi 2015

In merito all'annuale assistenza per la predisposizione ed elaborazione dei modelli 730, nei prossimi giorni forniremo, istruzioni operative e calendario dei punti assistenza.
Giova segnalarvi che nell'area riservata unina è disponibile la Certificazione Unica "CU".
Nell'allegato troverete una guida rapida per la predisposizione della documentazione da produrre.
Inoltre alla seguente pagina potrete scaricare i modelli e le istruzioni 730/2016 .

giovedì 3 marzo 2016

La Carta per i diritti universali del lavoro - CONSULTAZIONE STRAORDINARIA DELLE ISCRITTE E DEGLI ISCRITTI ALLA CGIL -

La Carta per i diritti universali del lavoro è la riscrittura del diritto del lavoro in nome di un principio di uguaglianza che travalichi le diverse forme e tipologie nelle quali esso si è diversificato e frammentato negli anni. Tutta la Cgil è impegnata in un grande confronto che mette al centro le tutele dei lavoratori, in questi anni attaccate e indebolite da un pervicace processo di destrutturazione. Le tutele di tutti, non solo dei subordinati pubblici e privati; la Cgil parla anche a tutta la galassia dei lavoratori parasubordinati, veri o finti autonomi, a professionisti e atipici, flessibili, precari, discontinui.
La Cgil presenta dunque la Carta, un testo composto da 97 articoli, proponendo un progetto di una legge di iniziativa popolare, ovvero del nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori, che estenda diritti a chi non ne ha e li riscriva per tutti alla luce dei grandi cambiamenti di questi anni, rovesciando l’idea che sia l’impresa, il soggetto più forte, a determinare le condizioni di chi lavora, il soggetto più debole. E i diritti fondamentali sono variegati, vanno dal compenso equo e proporzionato alla libertà di espressione, dal diritto alla sicurezza al diritto al riposo, ma anche alle pari opportunità e alla formazione permanente, un aggiornamento costante di saperi e competenze. La ridefinizione dei principi universali, le norme legislative che diano efficacia generale alla contrattazione in base a regole di democrazia e rappresentanza valide per tutti, la riscrittura dei contratti di lavoro sono i tre pilastri della proposta di legge a sostegno della quale sarà avviata una raccolta di firme.
Intanto la Cgil ne discute con la propria base, in uno straordinario processo di confronto e consultazione con gli iscritti ai quali chiede di esprimersi sul progetto e ad esprimersi anche sull'abrogazione di specifiche norme in contrasto ai principi di tutela dei diritti universali, contenute in molte delle leggi sul lavoro approvate negli anni.
La Cgil non guarda indietro dunque, a stagioni ormai finite ma, con proposte precise e concrete, getta lo sguardo su un futuro in cui il nuovo modo di essere del lavoro non cancelli diritti e rispetto per i lavoratori.
Perché il lavoro continui ad essere un patrimonio di dignità.
Perché il lavoro continui ad essere un patrimonio di libertà.


Questi i principi cui si ispira il testo di legge di iniziativa popolare che sarà ora sottoposto alla consultazione e condivisione degli iscritti, ricorrendo a due quesiti:
  • “Condividi obiettivi e gli indirizzi della proposta presentata dalla Cgil del Disegno di legge di iniziativa popolare Carta dei diritti universali del Lavoro, ovvero nuovo Statuto di tutte le lavoratrici e lavoratori?";
  • "Condividi la possibilità di sostenere, in via eccezionale e straordinaria, la proposta di legge con specifici quesiti referendari e dai mandato al Direttivo Nazionale della Cgil di elaborarli, definendoli con propria proposta autonoma, in considerazione del carattere universale e di rango costituzionale della proposta stessa che inerisce ai diritti generali e fondamentali riferiti al lavoro?”.
per approfondire: La  Carta per i diritti universali del lavoro (testo integralecommentario)
Per tutto quanto sopra, le iscritte e gli iscritti alla Flc CGIL sono invitate a partecipare alla riunione di presentazione, discussione e consultazione sulla “Carta per i diritti universali del lavoro”
mercoledì 09 marzo 2016 ore 15.00
presso la sede della Flc Cgil dell’Università degli Studi di Napoli

via Leopoldo Rodinò (adiacenze Dipartimento di Scienze Politiche)

giovedì 25 febbraio 2016

Atto di indirizzo per la definizione dei comparti contrattuali -Flc CGIL-

La legge 150 del 2009, così detta legge Brunetta, rappresenta il più alto punto di attacco ai diritti, ai salari e alla dignità del lavoro pubblico, concepito dalle politiche di austerity degli ultimi anni. Un attacco feroce che la CGIL ha combattuto senza risparmiarsi e per un lungo periodo in assoluta solitudine. La trattativa aperta all’Aran per la riduzione dei comparti dagli 11 attuali fino ad un massimo di 4 si muove esattamente in questo ambito cioè l’applicazione di uno dei provvedimenti contenuti in quella legge. 
Le ragioni che impediscono, allo stato attuale, la creazione di un comparto di Ricerca, Università e Afam sono evidenti. La rigidità del vincolo normativo e lo scarso peso numerico di questi settori, rispetto agli altri settori del pubblico impiego, non ha mai reso la proposta concretamente sostenibile al tavolo di trattativa a legge 150 invariata. D’altro canto a nessuno sfugge che la trattativa con l’Aran per la riduzione dei comparti di contrattazione non è il luogo dal quale riuscire ad ottenere modifiche della legge Brunetta.
Certamente nella ridefinizione obbligata dei comparti la struttura contrattuale e le professionalità della Ricerca così come l’Afam e l’Università rischiano di subire, più di altri settori, gli effetti negativi della rigidità che caratterizza una scelta evidentemente forzata. Con un governo che non è in grado valorizzare l’importanza dello sviluppo scientifico, della cultura artistica e musicale e dell’istruzione universitaria, al di là del mero peso numerico degli addetti impiegati, bisogna stabilire nei contratti nazionali regole che consentono la piena esigibilità della contrattazione e scelte d'investimento strategiche.
La CGIL ha avviato la propria partecipazione alla trattativa consapevole che questa rappresentava una delle maggiori criticità da affrontare.
In particolare ciò che deve essere scongiurato è il rischio di sciogliere le specificità professionali di questi settori nell’oceano della pubblica amministrazione. Del resto la grave vicenda delle tabelle di equiparazione tra comparti e dell’Agid, l’agenzia per l’agenda digitale, avevano già dato negli ultimi mesi una misura concreta dei rischi che si corrono muovendosi in questa direzione.
Riteniamo, quindi, preoccupante che da una certa parte sindacale sia stato suggerito, nell’ultimo incontro di trattativa all’Aran, di far confluire la Ricerca in particolare nelle amministrazioni centrali dello Stato, sostenendo la tesi che quello è il comparto di provenienza nel quale gli Enti di ricerca erano incardinati prima del 1991. Vogliamo esprimere con chiarezza l’idea che questa prospettiva rappresenterebbe un enorme passo indietro per i lavoratori della ricerca che ricordano bene la faticosa battaglia di emancipazione sostenuta per conquistare il riconoscimento della propria specificità ottenuto con la costituzione del comparto della Ricerca. 
Per queste ragioni il fatto che l’Aran, dopo aver avanzato l’ipotesi di un unico comparto di contrattazione nel primo incontro, poi tre comparti nell’incontro successivo abbia da ultimo proposto quattro comparti di cui uno della conoscenza, ci sembra, allo stato attuale della trattativa una proposta positiva, che peraltro consentirebbe di chiudere rapidamente il negoziato per poi aprire i tavoli contrattuali.
Come è noto infatti l'apertura del confronto sul rinnovo del contratto nazionale nei comparti pubblici puo' avvenire solo dopo aver raggiunto l'intesa sui comparti e la definizione del calcolo della rappresentanza.
In queste condizioni di partenza comporre un comparto che contenga al suo interno contratti con una elevata difformità nell’architettura ordinamentale e professionalità non omogenee, sia dal punto di vista delle mansioni che da quello dei salari, può dal nostro punto di vista rappresentare una via plausibile per raggiungere l’obiettivo di salvaguardare tutte le specificità oggettive e le diverse “storie” dei settori attraverso una articolazione equilibrata tra comparto e specifiche sezioni. In questo senso di fronte al dato dei 4 comparti, come già avevamo anticipato, il comparto della conoscenza può rappresentare il riconoscimento di una filiera in cui far convivere interazioni strategiche di sistema e specificità contrattuali.
Potrà, in altri termini, certamente avere la forza di alcune solide connessioni trasversali valide per tutti, cioè il riferimento agli articoli 9, 33, 117 della Costituzione. In queste norme e nei principi che le ispirano trovano fondamento l'autonomia di ricerca e di insegnamento che caratterizzano il lavoro in queste istituzioni e ne definiscono l'architrave. D’altro canto, all’interno di queste linee comuni, di comparto, i settori non potranno che corrispondere alle articolazioni specifiche che oggi si riferiscono alle prerogative contrattuali di scuola, università, ricerca e afam.
Il fatto che questa soluzione sia articolata unendo in un unico ambito tutte le istituzioni della conoscenza riteniamo sia un elemento di rilevante valore in grado di aumentare il peso politico di settori che nonostante assolvano una funzione sociale fondamentale per il futuro del paese, oggi attraversano una profonda crisi a causa delle sciagurate politiche del governo. Ricomporre la filiera dei saperi contribuisce a rivendicare la stretta connessione tra investimento nelle istituzioni della conoscenza e investimenti per lo sviluppo. Può cioè rappresentare una forma di concretizzazione degli articoli 9, 33 e 117 della Costituzione a partire dai quali le peculiarità di ogni ambito del lavoro nei diversi settori della conoscenza devono essere valorizzati e non certo appiattiti insensatamente l’uno sull’altro.
Comprendiamo le preoccupazioni e la fibrillazione di alcune organizzazioni sindacali per l’esito di questo negoziato, specie da parte di chi rischia di non raggiungere più i limiti per la rappresentatività. Riteniamo però che occultare realtà e verità delle proposte in campo e della discussione difficilmente contribuisce a far avanzare la trattativa rischiando piuttosto di produrre l’effetto opposto a quello che da alcune parti di dichiara: mortificare le professionalità di questi settori piuttosto che salvaguardarle e valorizzarle. Fonte Flc CGIL

venerdì 19 febbraio 2016

Federico II_CCI 2016_siglato

Ecco il link dove poter scaricare il contratto.

Programmazione Punti organico 2016

Ieri si è tenuta una riunione di consultazione sui punti organico, l'amministrazione ci ha comunicato di aver rideterminato con DG il totale dei punti organico per l'assunzione di PTA anno 2015 che ammontano a 3,43.
Pertanto nell'anno 2016, in considerzione dei decreti Madia che prorogano al 31-12-2016 la vigenza delle graduatorie si procederà allo scorrimento delle stesse, previa mobilità intercompartimentale ecc,  precisamente l'amministrazione procederà in questo modo:

- 3,00 p.o. per l'assunzione di n 15 B area amm. da attingere dalla graduatoria esistente DG 1402 del 18.12.2015
- 0,40 p.o. per l'assunzione di n 02 B area sgt da attingere dalla graduatoria esistente DD 1064 del 16.07.2006 (rigo 2258)

Assemblee Sindacali

Flc CGIL CISL UIL e la RSU di Ateneo, invitano tutto il personale alla partecipazione delle assemblee nelle quali sarà illustrato il novo Contratto Collettivo Integrativo, sottoscritto il 17 febbraio 2016.
Per facilitare e favorire la massima partecipazione abbiamo individuato le seguenti date e i seguenti luoghi:

  • 22 febbraio c.m. Dipartimento di Agraria ore 12.00-14.00;
  • 23 febbraio c.m. Palazzo Uffici ore 12.00-14.00;

  • 24 febbraio c.m. Monte Sant’Angelo ore 12.00-14.00;

  • 26 febbraio c.m. Piazzale Tecchio ore 12.00-14.00.

per la partecipazione utilizzare il codice giustificativo orario
cod. 18 -assemblea sindacale

(non soggetto a recupero – buono pasto si) 

mercoledì 17 febbraio 2016

FLC CGIL, CSL e UIL firmano il Contratto Collettivo Integrativoc2016.

IMPORTANTE RISULTATO CHE PARLA A TUTTO IL PERSONALE
Oggi, 17 febbraio 2016, le OO.SS. CGIL, CSL, UIL hanno firmato il Contratto Collettivo Integrativo.
La sostanziale riconferma degli istituti economici accessori già in vigore è stata arricchita
con parziali incrementi salariali e con l’introduzione di nuovi istituti estesi a tutto il
personale.
Di seguito una prima sintesi della struttura del salario accessorio:
 indennità mensile di Ateneo ex Art. 41 (euro 140);
 indennità di lavoro disagiato;
 compensi finalizzati alla produttività collettiva e performance organizzativa estesi per la
prima volta a tutto il personale (incluso quello di Dipartimenti e Centri) e incrementati di
cifre comprese tra 150 e 280 euro;
 quota derivante dalla realizzazione di progetti inclusivi di tutto il personale appartenente
alle categorie B, C, D (il personale di categoria EP parteciperà ai progetti attingendo dalle
risorse residue di cui all’art. 15 del CCI 2013);
 indennità di responsabilità e funzioni specialistiche (per le cat. D responsabili di strutture)
pari a euro 3.600 annui, incrementata di ulteriori euro 900 per le strutture di maggiore
complessità;
 retribuzione di risultato per il personale di categoria EP incrementata dal 20% al 30% del
valore della retribuzione di posizione.
Sarà emanato al più presto il bando per le PEO (progressioni orizzontali) per le categorie D ed EP
ed un ulteriore bando per le categorie B e C, offrendo in tal modo una concreta opportunità a
coloro che non hanno superato l’ultima selezione.
Riteniamo poi particolarmente significativi gli impegni assunti dall’Amministrazione, con la
sottoscrizione delle note congiunte, riguardanti:
 la valorizzazione del contributo del personale di categoria EP ai progetti, attraverso
l’individuazione di incarichi aggiuntivi ad hoc;
 la fruibilità dei congedi parentali anche per una sola ora in ingresso o in uscita, previo
adeguamento della procedura informatica CSA da parte del CINECA;
 l’avvio, entro 3 mesi, di un tavolo di confronto per la definizione di un piano della
formazione del personale TA professionalizzante e qualificante, con possibilità di
conseguire Crediti Formativi Universitari (CFU);
 la rateizzazione delle tasse universitarie per i dipendenti ed i familiari a carico.
Nelle prossime ore invieremo il testo del contratto e promuoveremo incontri su tutti i luoghi di
lavoro per illustrare nel dettaglio i termini di questo importante risultato.